cronaca e commenti

GENNAIO 2016

il 2015 sembra abbia portato qualche novità

finalmente qualcosa si è mosso ma troppo poco.

Il Pil è diventato positivo e la fiducia nei risparmiatori sta tornando mentre l'occupazione soprattutto quella giovanile è ferma.

Dicembre 2014

sono passati altri 9 mesi e nulla è cambiato: Pil fermo, disoccupazione in aumento soprattutto la giovanile, investitori stranieri sempre molto pochi e rischio deflazione (diminuzione del prezzo dei beni e dei servizi con conseguente diminuzione della produzione industriale). Germania sempre contraria all'Italia e sembrerebbe anche alla Francia rivendicando misure restrittive sempre più forti, nel frattempo gli scandali aumentano sono il nostro punto forte. Vedi la bufera politica a Roma dove si è lucrato sulle emergenze e addirittura sui campi nomadi.

6 marzo 2014

incredibile leggendo le righe sotto riportate, scritte nel lontano Febbraio 2009, possiamo dire che nulla è cambiato se non in peggio e purtroppo non sappiamo ancora con certezza se il fondo è stato toccato!!

la crisi sempre più profonda, disoccupazione ai massimi livelli, fuga dei giovani in Germania, Inghilterra se non Australia, famiglie che si trovano a dover tagliare l'acquisto di beni di prima necessità come cure mediche e cibi sani, Governi che si susseguono promettendo un risanamento poi invece riuscendo solo ad aumentare il malessere....... dove arriveremo ?

il ceto medio è presso a poco scomparso e chi sbarcava il lunario a fatica ora è in situazione di indigenza  , trovare un lavoro è un miraggio ma altrettanto acquistare una prima casa , costosissima rispetto alle retribuzioni attuali e non immaginiamo che si possa farsi aiutare da un mutuo in quanto le banche ne concedono sempre meno. Rimane comunque incredibile e abbastanza unico in Europa che le tasse che gravano sulla prima casa quella in cui viviamo siano a carico di chi la ha acquistata anche se il 75% (esempio) del valore è  stato coperto con un mutuo e magari stiamo pagando solo le prime rate.

L'immobile al 75% è di proprietà della banca che ha erogato il mutuo e che potrà entrarne in possesso in caso di morosità.

sempre che sia giusto pagare tasse, come l'Imu o la Tares o come si chiamerà domani, sulla casa che utilizziamo per vivere e non come investimento o lucro!!

 

la recessione: se ne fa un gran parlare ........(13 febbraio 2009) (pagina aggiornata)

 

l'economia non solo italiana ma mondiale va a picco: l'Italia, l'Europa tutta, gli Stati Uniti ma anche le economie più giovani, quelle in grande crescita su cui molti stanno scommettendo, la Russia, la Cina sono in crisi.

Le grandi industrie costrette da un logico istinto di sopravvivenza stanno chiudendosi in un ciclo pericoloso di riduzione della produzione con conseguente perdita di posti di lavoro. Scarsi sono i tentativi di reazione e di rilancio che vedono azzerati i fondi per la ricerca e l'innovazione non solo tecnologica ma anche di processo e direi, di stile di vita.

Questo scenario macro economico complica lo "spending" che vede tagliata completamente fuori la fascia media della popolazione, la maggiore in termini numerici, creando così un largo gap tra i così detti ricchi e  chi cerca di sbarcare il lunario.

Un esempio significativo è il mondo della nautica dove le vendite di piccole barche, quelle da poche migliaia di euro, sono invendute invece molti sono gli ordini di yacht da milioni di euro in termini percentuali.

Non parliamo delle auto dove la crisi inizialmente relegata alle auto nuove ( Ford, Mercedes, Fiat...) sta toccando anche il mercato dell'usato.

E l'informatica uno per tutti Microsoft il colosso di questo settore ha dichiarato una forte crisi ed il taglio di posti di lavoro ma ovviamente, purtroppo non è la sola.

Non parliamo del comparto del trasporto aereo dove nonostante fusioni, acquisizioni ed alleanze la maggior parte delle compagnie accusano un deficit.

Per concludere, forse prime in questa lista, sono le banche in parte anche causa di questo sfacelo. Non dimentichiamo i mutui sub prime.    

  La reazione

Le aziende, quando non chiudono i battenti, riducono il personale, lo mandano in cassa integrazione o in mobilità, caricando l'Inps di un onere enorme. In tal modo rinunciano alla professionalità ed alla produttività di cinquantenni con grande esperienza ponendoli fuori del ciclo produttivo e subendo dei vuoti difficili da colmare.

Ovviamente le borse crollano, sembra il 1929, gli investitori italiani ed esteri si defilano, rimane solo qualche speculatore che aggrava ancor più la situazione; i risparmi si assottigliano e la richiesta di credito aumenta.

Invece, i Governi di diversi  Stati si stanno chiudendo a riccio proteggendo la produzione interna e chiudendo alle importazioni : veramente una crisi globale che ancora non ha toccato il suo massimo e che gli esperti dicono non terminerà prima del 2010.