cronaca e commenti

 

la recessione: se ne fa un gran parlare ........(13 febbraio 2009)

 

l'economia non solo italiana ma mondiale va a picco: l'Italia, l'Europa tutta, gli Stati Uniti ma anche le economie più giovani, quelle in grande crescita su cui molti stanno scommettendo, la Russia, la Cina sono in crisi.

Le grandi industrie costrette da un logico istinto di sopravvivenza stanno chiudendosi in un ciclo pericoloso di riduzione della produzione con conseguente perdita di posti di lavoro. Scarsi sono i tentativi di reazione e di rilancio che vedono azzerati i fondi per la ricerca e l'innovazione non solo tecnologica ma anche di processo e direi, di stile di vita.

Questo scenario macro economico complica lo "spending" che vede tagliata completamente fuori la fascia media della popolazione, la maggiore in termini numerici, creando così un largo gap tra i così detti ricchi e  chi cerca di sbarcare il lunario.

Un esempio significativo è il mondo della nautica dove le vendite di piccole barche, quelle da poche migliaia di euro, sono invendute invece molti sono gli ordini di yacht da milioni di euro in termini percentuali.

Non parliamo delle auto dove la crisi inizialmente relegata alle auto nuove ( Ford, Mercedes, Fiat...) sta toccando anche il mercato dell'usato.

E l'informatica uno per tutti Microsoft il colosso di questo settore ha dichiarato una forte crisi ed il taglio di posti di lavoro ma ovviamente, purtroppo non è la sola.

Non parliamo del comparto del trasporto aereo dove nonostante fusioni, acquisizioni ed alleanze la maggior parte delle compagnie accusano un deficit.

Per concludere, forse prime in questa lista, sono le banche in parte anche causa di questo sfacelo. Non dimentichiamo i mutui sub prime.    

  La reazione

Le aziende, quando non chiudono i battenti, riducono il personale, lo mandano in cassa integrazione o in mobilità, caricando l'Inps di un onere enorme. In tal modo rinunciano alla professionalità ed alla produttività di cinquantenni con grande esperienza ponendoli fuori del ciclo produttivo e subendo dei vuoti difficili da colmare.

Ovviamente le borse crollano, sembra il 1929, gli investitori italiani ed esteri si defilano, rimane solo qualche speculatore che aggrava ancor più la situazione; i risparmi si assottigliano e la richiesta di credito aumenta.

Invece, i Governi di diversi  Stati si stanno chiudendo a riccio proteggendo la produzione interna e chiudendo alle importazioni : veramente una crisi globale che ancora non ha toccato il suo massimo e che gli esperti dicono non terminerà prima del 2010.